Januar 2004
Comandantina Dusilova - genannt "Das Bureau" -
ist das Weblog der Wiener Autorin, Regisseurin
und Zeichnerin Andrea Maria Dusl.
Das Bureau ist ein ständig wachsendes Archiv ihrer, in Zeitungen
und Magazinen veröffentlichten Texte, Illustrationen
und Interviews. Im Bureau gibt es aber auch Informationen
zu ihren Filmprojekten und Nachrichten und
Überlegungen zu diesem, jenem und noch ganz anderem.
Portrait: © Corn
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Hardigatti
Liebe Frau Andrea,
ich lebe mit einem Tiroler zusammen, dem bisweilen der Ausruf "Hardigatti!", in schlimmeren Fällen auch "Harschdigatti!" entkommt. Ich habe herausgefunden, dass es sich um einen Fluch handelt, aber was heißt er, und woher kommt er? Die Auskunft, es hätte etwas mit "Unterwäsche" oder "dem lieben Gott" zu tun, war doch reichlich unbefriedigend. Bitte helfen Sie mir weiter! Vielen Dank im Voraus,
Agnes Pluch, Internet
....................
Liebe Agnes,
der Tiroler an Ihrer Seite hat nicht grob Unrecht, aus "Hardigatti!" erstmal die "Gattihose" genannte Unterhose und dann den "Herrgott" herauszuhören. Wie alle guten Flüche hat auch "Hardigatti!" mehrere scheinbare und eine tatsächliche Bedeutung. Das Tiroler "Hardigatti!" entspricht ungefähr unserem "verflixt!". "Harschgatt!" oder "Harsch di Gatten!" erinnert nicht zufällig an den "Arsch". Fluchende Pinzgauer kennen "Hardiguggi!", ausflippende Osttiroler "Hardimizzn!", mit der sie Marien (Mizzen) zürnen. Der liebe Gott, die Mutter seines Sohnes und die männliche Unterhose sind aber nur Masken, hinter denen sich die wahre Bedeutung von "Hardigatti!" verbirgt. Der Fluch, den es auch im alten Wienerisch als "Hardek!" oder "Hardex!" gibt, kommt tatsächlich aus dem Ungarischen. "Ördög" nämlich nennen die Magyaren den Satan, "Ördögüzö" Exorzisten und andere Hexer. Der Teufel "Ördög" ist wie die ungarischen Wörter für Gott (Isten) und Dämon (Manó) allerdings nicht ungarischer, sondern persischer Herkunft.
© Andrea Maria Dusl
Erschienen in "Falter" Nr. 5/04 vom 28.01.2004 Seite: 63
28. Januar 2004 (2) Comments
Blue Moon ::: Milano, dal 27 Gennaio all'1 Febbraio 2004
Forum Austriaco Associazione Dioniso Comune di Milano
Memoria e oblio
Il nuovo cinema austriaco tra Haneke e Freud
Milano, Cinema Gnomo, dal 27 Gennaio all'1 Febbraio 2004
Il cinema austriaco degli ultimi decenni ispira agli appassionati i
nomi di grandi interpreti quali Karl Maria Brandauer, Maximilian
Schell, Romy Schneider, o del celebre scrittore-sceneggiatore Peter
Handke; nel passato più lontano, specie sull'asse Vienna-Hollywood,
nomi che si annoverano tra i giganti del cinema mondiale: Lang,
Pabst, von Stroheim, Preminger, Billy Wilder.
Negli anni Novanta è
emersa una nuova, vitale generazione di autori che, superando i
confini della "felix Austria", si sono imposti all'attenzione delle
giurie dei maggiori Festivals internazionali e della critica più
attenta: su tutti, il trasgressivo Michael Haneke il quale, con il
suo pluripremiato "La pianista" (2001), in programma Martedi 27 (ore
18 e ore 22), ha ottenuto una consacrazione a regista-bandiera
(austriaca) del nuovo cinema d'autore (europeo). Qui presentiamo una
scelta di 5 tra i suoi migliori lungometraggi: in prima visione e
sottotitolati in italiano per questa manifestazione, i film "Il
castello" (1997), dall'omonima opera di Kafka (Giovedi 29, ore 20)
e "Benny's video" (1992 - Giovedi 29 ore 18 e ore 22); già
distribuiti in Italia, ma poco visti, "Funny games" (Martedi 27 ore
20.15 e Mercoledi 28 ore 19 e 22.15) e "Storie" (Mercoledi 28 ore
20).
Per gli altri titoli, una carrellata sulle opere più
interessanti degli ultimi anni, accomunate dal tema "memoria e
oblio", ovvero dal conflitto generato da una rimozione freudiana
operante all'interno di una condizione esistenziale solo
apparentemente "tranquilla", come in particolare il film "Di
nascita" (2002), in anteprima italiana Sabato 31 (ore 16 e ore 20),
alla presenza dell'autore Robert Schindel (Incontro alle ore 20). In
prima visione anche "Jugofilm" (1997 - Venerdi 30 ore 20) di Goran
Rebic e, dopo una fugace presenza al Festival di Venezia del
1999, "Nordrand - Periferia Nord" di Barbara Albert, opere sul tema
dell'emigrazione e della non-integrazione dall'Est Europa verso
il "ricco" Occidente.
Chiude la rassegna la provocatoria opera
dell'affermato regista Ulrich Seidl "Canicola" (2001) e
il "thriller" di Andrea Maria Dusl "Blue moon - Luna blu" (2002). La
manifestazione, promossa da "Milano Cinema" (Comune di Milano -
Cultura e Musei), è organizzata e curata dall'Associazione Culturale
Dioniso e dal Forum Austriaco di Cultura. Biglietto giornaliero Euro
4,10. IL Cinema Gnomo è a Milano in Via Lanzone 30/A (tel.
02.804.125).
Martedi 27 Gennaio: Omaggio a Haneke (I)
18.00 e 22.00 La pianista - Klavierspielerin (Austria/Francia, 2001,
129', 35mm, col.)
di Michael Haneke, con Isabelle Huppert, Benoit Magimel, Annie
Girardot.
Erika Kohaut, insegnante di piano al Conservatorio di Vienna, conduce
una vita triste e frustrante per le aspirazioni pianistiche non
realizzate. Convive con la madre despota a cui è completamente
assoggettata, frequenta sexy-shops. Un giorno conosce il giovane
pianista Walter Klemmer che decide di sedurla...
Versione italiana
20.15 Funny games - Giochi curiosi (Austria, 1997, 90', 35mm, col.),
di Michael Haneke, con Susan Lothar, Ulrich Mühe, Frank Giering.
Anna, Georg e il figlioletto Schorschi arrivano nella loro casa
estiva, in riva a un lago. Il loro semplice idillio viene distrutto
da Paul e Peter, due giovani sconosciuti che riescono ad aver accesso
alla casa con un atteggiamento di studiata gentilezza... alla fine i
due propongono alla famiglia una scommessa... Versione italiana
Mercoledi 28 Gennaio Omaggio a Haneke (II)
18.00 e 22.15 Funny games - Giochi curiosi
(Austria, 1997, 90', 35mm, col.), di Michael Haneke, (Replica)
20.00 Storie - Code inconnu (Francia, 2000, 117', 35mm.,col.),
di Michael Haneke, con Juliette Binoche, Thierry Neuvic, (Luc
Delahaye fotoreporter).
Una giovane attrice. Un'immigrata clandestina che cerca di
sopravvivere come può. Una famiglia del Mali. Un ragazzino che aspira
ad una vita diversa. Un fotoreporter, corrispondente di guerra, che
documenta con il suo lavoro l'atrocità della guerra. Schegge
esistenziali lanciate nello spazio-tempo, immagini fissate in un
racconto-mosaico sul dolore di vivere. Versione italiana.
Giovedi 29 Gennaio - Omaggio a Haneke (III)
18.00 e 22.15 Benny's video - Il video di Benny (Austria, 1992,
105', 35mm, col.)
di Michael Haneke, con Arno Frisch, Angela Winkler, Ulrich Müh.
Benny, un ragazzo di buona famiglia, grazie ai video da lui girati, a
quelli noleggiati o registrati, fa della sua stanza una "camera
oscura" piena di immagini in movimento: un succedaneo dei genitori,
che a malapena s'interessano di lui. Benny perde così, a poco a poco,
il senso della realtà...
v.o. tedesca, sottotitoli in italiano
20.00 Il castello - Das Schloss (Austria, 1997, 123' , 35mm, col.),
di Michael Haneke, con Ulrich Mü, Susan Lothar, André Eisermann.
Ispirato all'opera di Franz Kafka. Il tentativo dell'agrimensore K.
di entrare nel "castello" fallisce insieme a quello di stabilirsi nel
villaggio adiacente. Più K. si sforza di riuscire nello scopo e più
si allontana dalla meta. La burocrazia del castello impedisce, con la
sua impenetrabilità e il suo arbitrio, ogni spiegazione razionale...
v.o.tedesca, sottotitoli in italiano.
Venerdi 30 Gennaio - Da est, verso l'Austria
18.00 e 22.00 Nordrand - Periferia Nord .(Austria, 1999, 103',
35mm.).
di Barbara Albert, con Nina Proll, Edita Malovcic, Tudor Chirilá.
Vienna 1995. Dopo il crollo del muro di Berlino, l'Austria è
diventata il Westgate dell'umanità provvisoria, semi-clandestina e
allo sbando, in fuga dalla Bosnia, dalla Romania, dal socialismo in
frantumi dell'Est. In un quartiere periferico a nord della capitale
s'incrociano le vite di cinque giovani di provenienze etniche e
ambienti sociali diversi. (da "Il Morandini")
Versione italiana
20.00 Jugofilm (Austria, 1997, 88', 35mm, col.)
di Goran Rebic con Michael Jovanovic, Eva Mattes, Merab Ninidze.
Milan racconta la storia di suo fratello Sacha: la vicina guerra
civile ha distrutto tutti i sogni. Dopo un anno di guerra, Sacha
torna a casa completamente trasformato; cerca di avviare una nuova
vita tranquilla a Vienna, si sposa, ma il germe della guerra e
dell'odio contamina anche i rapporti familiari, sino alla soglia
della follia...
Versione originale con sottotitoli in italiano
Sabato 31 Gennaio - Memoria dell'Olocausto, guerra all'oblio
16.00 - 20.00 Di nascita - Gebürtig (Austria, 2002, 115', 35mm,
col.) anteprima italiana -
di Robert Schindel e Lukas Stepanik , con Peter Simonischek, Daniel
Olbrychski.
Sull'Olocausto. Un emigrante ebraico (Hermann Gebirtig) e un
giornalista tedesco (Konrad Sachs) si trovano a fare i conti con il
passato. Una giornalista viennese convince Gebirtig a recarsi nella
sua città natale per testimoniare contro un vecchio funzionario di un
campo di concentramento; il giornalista Sachs si deve confrontare con
il fatto che è il figlio di un medico nazista di alto rango.
v.o. tedesca, sottotitoli in italiano
Alla proiezione delle ore 20 interviene l'autore Robert Schindel.
Dibattito.
18.00 e 22.00 Jugofilm (Austria, 1997, 88', 35mm, col.)
di Goran Rebic (Replica)
Domenica 1 Febbraio Ai confini della norma
18.00 e 22.00 BLUE MOON (Luna Blu) , (Austria, 2002, 91', 35mm,
col.),
di Andrea Maria Dusl, con Josef Hader, Viktoria Malektorovych.
Da qualche parte al confine con l'Austria Johnny Pichler consegna ad
un mafioso una busta contenente denaro. Durante una violenta
controversia la bella accompagnatrice del malfattore fugge insieme a
Pichler per poi scomparire in un motel della Slovacchia. Johnny vuole
ritrovarla e dà inizio ad un un viaggio-odissea che lo porterà
nell'Europa dell'Est fino al Mar Nero...
Versione italiana
20.00 CANICOLA (Hundstage) (Austria, 2001, 121', super16/35mm.,
col.), di Ulrich Seidl, con Maria Hofstätter, Alfred Mrva, Erich
Finsches.
Fine settimana d'estate: una calura insopportabile avvolge la
periferia di Vienna rendendo la quotidianità una condizione
eccezionale ai limiti della sopravvivenza. Sei diverse storie,
intrecciandosi, raccontano passione e noia, eccessi, violenza,
solitudine.
Versione italiana.
Progetto e organizzazione:
Associazione Dioniso (tel. 02.7200.4100 - assdioniso@...)
Forum Austriaco di Cultura di Milano (tel. 02.78.37.41- mailand-
kf@... )
27. Januar 2004 (0) Comments
Shabu Japon
Liebe Frau Andrea!
In einem Lokal ganz in meiner Nähe gibt es einen merkwürdigen, kleinen Raum. Er nennt sich "Japanisches Zimmer", ist telefonzellengroß und an den Wänden gepolstert. Nun gibt es verschiedene Theorien, wozu dieses Zimmer gut sein könnte. Aber Sex könnte man auch auf der Toilette nebenan haben, oder? Das sonst so schlaue Google hatte keine Antwort parat, also wende ich mich an Sie, die von solchen Merkwürdigkeiten sicherlich mehr Ahnung hat. Danke und hochachtungsvoll,
Dominique Gromes, Internet
...................
Liebe Dominique,
das ungoogelbare Räumchen befindet sich in der Bar a Shabu in der Rotensterngasse im "zweiten Hieb". Das Lokal wird von Georg Aichmayr betrieben, der hier nach Perle und Nordpol 3 den Vorläufer, die Absinth-Bar Kafe Shabu installierte. Im Prä-Shabuicum befand sich hier das Café Kärnten, das 1971 jenes Styling erfuhr, das die Unterlage für Aichmayrs innenarchitektonisch marginale Adaptionen bildete: mit einem Funghetto genannten italienischen Stoppelbillardtisch, wie ihn das Wiener Pistenpersonal auch in der Perle und im Café Anzengruber findet, und einem von Aichmayr "Japanisches Zimmer" getauften Stehseparee, einer von japanischen Kojenhotels inspirierten Hommage an frühere Zeiten, als die legendäre "Wilde Wanda" Kuchwalek im Café Kärnten nach den Hasen sah. "Bar a Shabu" heißt die Örtlichkeit nach dem Song Café Shabu, den Aichmayr auf dem John Cale/Bob Neuwirth-Album "Last Day on Earth" entdeckt hat.
© Andrea Mariaa Dusl
Erschienen in "Falter" Nr. 4/04 vom 21.01.2004 Seite: 63
21. Januar 2004 (1) Comments
Faust & Auge
Liebe Frau Andrea,
ich führe mit Kollegen einen Diskurs zur Redewendung "Etwas passt wie die Faust aufs Aug". Sie interpretieren es als größtmögliche Übereinstimmung, ich dagegen meine, es drücke das genaue Gegenteil aus. Da ich nun mehrfach beide Interpretationsvarianten gehört habe, vermute ich regional unterschiedliche Auslegungen. In der Hoffnung auf eine gewohnt kompetente Beantwortung, hochachtungsvoll
Rainer Schügerl, Internet
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Lieber Rainer,
die Passform von Faust und Auge beschäftigt inzwischen sogar das deutsche Netz-Feuilleton. Für den deutschen Sprachförster Bastian Sick, der im Online-Spiegel die verdienstvolle Kolumne "Zwiebelfisch" verfasst, ist die Redewendung von der "Faust aufs Auge" ein klassisches Beispiel für die Wandlungsfähigkeit der deutschen Sprache. Faust und Auge passen nicht zusammen, weil es höchst unangenehm ist, einen "Tschuk" aufs Auge zu bekommen. "Ein roter Rock zu orangefarbener Bluse?" - das passt "wie die Faust aufs Auge!". Der ironische Sprachgebrauch hat über Sätze wie "Das passt wie der Faust aufs Gretchen" zum Gegenteil der ursprünglichen Bedeutung und zur Kristallisation zahlloser Diskurse geführt. Ähnlich der Erkenntnis, dernach Schönheit ausschließlich im Auge der Betrachtenden liegt, meine ich in der Begegnung von Faust und Auge neben dem schmerzhaften deutschen Kern auch einen linden lateinischen Fruchtkörper auszumachen: In der Sprache Ovids und Catulls heißt "fausta" nämlich schlicht die "Beglückende".
© Andrea Maria Dusl
Erschienen in "Falter" Nr. 3/04 vom 14.01.2004 Seite: 63
14. Januar 2004 (0) Comments
Callgirl uit de Oekraïne
Blue Moon van Andrea Maria Dusl
Recensie Donderdag 8-1-2004
Door: DAVID SNEEK
From: www.cinema.nl
Vanuit Oostenrijk door Slowakije naar Lviv, en van daar via Kiev naar Odessa. Tijdens de tocht in Blue Moon, de debuutfilm van Andrea Maria Dusl, is vanuit autoramen een veranderend landschap te zien. De overdreven netheid van het begin maakt plaats voor de slecht onderhouden postcommunistische landen.
Die vormen de ideale omgeving voor de roadmovie, een filmgenre waarin personages meestal niet bespreken waar ze vandaan komen en zeker niet weten waar ze heen willen. Shirley, een callgirl uit de Oekraïne, en Johnny, een tweederangs gangster, belanden in de openingsscène na een mislukte misdadige transactie samen in een gestolen auto, met als bezit alleen een envelop met dollars en een videocamera. Ze vertrekken naar het oosten, en als Shirley op een ochtend plotseling is verdwenen besluit Johnny haar tot in haar geboorteland achterna te gaan - meer uit verveling en baldadigheid dan uit liefde, lijkt het.
Dusl wilde oorspronkelijk een serie korte films over Oost-Europa maken, en besloot pas later om de verschillende delen samen te voegen in Blue Moon. Dat bepaalt het prettig ongestructureerde karakter van de reis van Johnny. De stuurloze Oostenrijker wordt tijdelijk vergezeld door een Oost-Duitse oplichter, bezoekt een bordeel in Slowakije, en wordt beroofd door jeugdige criminelen om te eindigen als minnaar van Jana, die zegt de tweelingzus van Shirley te zijn. Zij werkt als taxichauffeur, maar verdwijnt regelmatig enkele dagen voor ander werk, wat weer resulteert in amusante episodes rond een gestolen taxi en een corrupte politieman.
Het zijn ongelijksoortige omzwervingen, ontmoetingen en wendingen, soms lichtvoetig, soms serieuzer, die altijd op vloeiende wijze in elkaar overgaan. De grootse liefdesfinale waarmee de film besluit is evenmin misplaatst of overdreven. In deze mooie, speelse wereld is alles mogelijk.
8. Januar 2004 (2) Comments
Gute Vorsätze
Liebe Frau Andrea,
das Jahr hat schon mal leider so begonnen, wie das alte aufgehört hat: mit einem Kater in einem fremden Bett. Vielleicht ist es noch nicht zu spät für gute Vorsätze. Sicher haben Sie welche auf Lager. Vielen Dank und gutes Neues Jahr.
Ihre Kristina Sörensen, Gasometer
....................
Liebe Kristina,
fremde Betten sind das Salz in der Suppe unseres Nächtigens, dagegen wüsste ich jetzt keinen brauchbaren Vorsatz. Ich finde das Aufwachen in fremder Bettstatt stets erfrischend, ja manchmal sogar aufregend. Der Nachtabschnittspartner sollte über ausreichend Frühstücksressourcen verfügen. Allenfalls ließe sich noch der Gang in das eine oder andere Kaffeehaus einreden. Von dort verschwände es sich auch schneller als von fremden Frühstückstischen. Ein Vorsatz, der stets zu achten ist, folgt der Idee, das Rauchen bleiben zu lassen. Einmal entwöhnt lebt es sich ganz gut, wie ich Ihnen aus eigener Erfahrung berichten darf. Auch Alkoholabstinenz hat viel für sich, erfahrungsgemäß schaffen das aber nur die Härtesten. Leichter hinzukriegen sind hingegen die folgenden Vorsätze: Ich will mir nichts mehr gefallen lassen. Ich will die Wirkung des Wortes "Nein" öfter auskosten. Ich will gewissenlos länger schlafen als bisher. Ich will Büchern nur eine Chance geben, mich zu fesseln. Ich will aus faden Filmen sofort rausgehen und tunlichst das Geld zurückverlangen. Ich will von passenden Schuhen stets zwei Paar kaufen und von schlechtem Gewissen verschont bleiben.
© Andrea Maria Dusl
"Falter" Nr. 1-2/04 vom 07.01.2004 Seite: 59
7. Januar 2004 (0) Comments
"Falter" Nr. 1-2/04 vom
"Falter" Nr. 1-2/04 vom 07.01.2004 Seite: 59
Ressort: Stadtleben
Fragen sie Frau Andrea
Gute Vorsätze
Liebe Frau Andrea,
das Jahr hat schon mal leider so begonnen, wie das alte aufgehört hat: mit einem Kater in einem fremden Bett. Vielleicht ist es noch nicht zu spät für gute Vorsätze. Sicher haben Sie welche auf Lager. Vielen Dank und gutes neues Jahr. Ihre Kristina Sörensen, Gasometer
Liebe Kristina,
fremde Betten sind das Salz in der Suppe unseres Nächtigens, dagegen wüsste ich jetzt keinen brauchbaren Vorsatz. Ich finde das Aufwachen in fremder Bettstatt stets erfrischend, ja manchmal sogar aufregend. Der Nachtabschnittspartner sollte über ausreichend Frühstücksressourcen verfügen. Allenfalls ließe sich noch der Gang in das eine oder andere Kaffeehaus einreden. Von dort verschwände es sich auch schneller als von fremden Frühstückstischen. Ein Vorsatz, der stets zu achten ist, folgt der Idee, das Rauchen bleiben zu lassen. Einmal entwöhnt lebt es sich ganz gut, wie ich Ihnen aus eigener Erfahrung berichten darf. Auch Alkoholabstinenz hat viel für sich, erfahrungsgemäß schaffen das aber nur die Härtesten. Leichter hinzukriegen sind hingegen die folgenden Vorsätze: Ich will mir nichts mehr gefallen lassen. Ich will die Wirkung des Wortes "Nein" öfter auskosten. Ich will gewissenlos länger schlafen als bisher. Ich will Büchern nur eine Chance geben, mich zu fesseln. Ich will aus faden Filmen sofort rausgehen und tunlichst das Geld zurückverlangen. Ich will von passenden Schuhen stets zwei Paar kaufen und von schlechtem Gewissen verschont bleiben.
Das Beste aus "Fragen Sie Frau Andrea" gibt es jetzt in allen Buchhandlungen als Falter-Buch! dusl@falter.at
7. Januar 2004 (0) Comments


